martedì 29 marzo 2011

Ferite in via di guarigione (si spera)

Scelte che ti provocano dolore. Quasi.
Passavamo troppo tempo a ferirci, troppo sangue sprecato per nulla, te ne rendi conto?
Meglio così. Credo.
Cosa resta in realtà di tutto questo tempo passato a fare guerre contro noi stessi?
Nulla di positivo.
Il nostro addio è stato il sale sulle mie ferite, sulle ferite che eri solito farmi. Ed ora il sale fa ribollire il sangue. Brividi.
Ma le ferite si richiuderanno. Lo so che si richiuderanno. Prima o poi.

lunedì 28 marzo 2011

Andiamo a vedere LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA

E non chiudevo gli occhi, ieri sera, per paura di perdere anche un solo attimo di te, del tuo volto, della tua bocca che veloce pronunciava parole capaci di violentare anime.

domenica 13 marzo 2011

Where are you now?

La paura di essere scoperti da gente a te cara rendeva tutto più amplificato. Quello che facciamo non è giusto, ma la tua dolce metà non era lì, sotto quel palco ad acclamarti. Io c'ero. Lo sai anche tu.
I tuoi occhi mi perlustravano e sentivo un'onda di calore che riempiva tutto il mio corpo, sentivo di essere nuda di un'imbarazzante fragilità, perché quella sera sarebbe stata la più bella ma forse, per te, anche la più sbagliata.
Non ti avvicini nel locale per paura che le ragazze degli altri componenti della band possano riferire di me a lei, ed io ero triste. I tuoi occhi facevano capire le tue intenzioni, guardavi la scollatura, le mie gambe ed io mordevo il mio labbro, non per eccitarti, ma per trattenere le lacrime.
Finisci di smontare, esco a fumare una sigaretta e anche se di spalle riuscivo a sentire il tuo sguardo.
Mi mandi un messaggio, il fumo della sigaretta è una buona scusa per gli occhi rossi di lacrime, ti raggiungo dietro il locale, ecco sempre noi due in strade per niente affollate.
Quante cose vorrei dirti, invece l'unica che riesco a fare è annuire a tutto ciò che dici perché a me piaci, perché sono invaghita di te, perché non potrei mai farti del male dicendoti no.
Un attimo, il buio. Un attimo, vado dai miei amici.
Sono ancora una volta sola.
Un altro messaggio, ritorno in quella strada.
Il buio diventa luce.
Le sue dita sulle mie labbra.
I suoi baci sulla mia bocca.
Le sue mani tra i miei capelli.
Le mie mani sul suo viso.
Le mie mani sui suoi blue jeans.
I pensieri apparivano sfocati, non pensavo a niente, una mia lacrima bagna anche lui.
Non fermarti, mi fai sentire amata.
Finito.
Deve andare in sala prove per lasciare gli strumenti, mi chiede di trovarci dopo ma io non posso, non voglio.
Un caffè alle 3.00 di notte insieme ad amiche e i tuoi messaggi facevano si che io non dormissi.
Xanax.
Mi addormento, mi sveglio, ascolto una canzone e piango.
Where are you now?


venerdì 4 marzo 2011

Maria non esce la sera.

Sono avvolta in una coperta di lana sembra di essere tra le tue braccia.
Questa sera ho visto il film che piaceva tanto a noi, ricordo che arrivati ad un certo punto il tuo viso si rigava di lacrime che puntualmente in modo premuroso asciugavo.
Sembra quasi di sentire il tuo respiro su di me.
Mentire a me stessa ripetendo "No, non mi manchi" è una cosa inutile, non do mai vera importanza a ciò che dico-penso, sopratutto in questi casi.
Non sono felice, mi hai delusa, dovresti saperlo quindi evita di lasciare messaggi nella mia segreteria anche perché odio quella tua bellissima voce.