lunedì 17 gennaio 2011

Non so come intitolare la mia vita, figuriamoci un post

Credo di essere sempre stata una ragazza silenziosa e priva di simpatia ma non antipatica.
Pullman, terzultima fila, siedo al posto accanto al finestrino, l'altro posto rimane sempre vuoto perché non sono di buona compagnia.
Cuffie, canzoni che scorrono e paesaggi che corrono. E' bello ogni tanto non sentire la gente e restare in disparte.
Scuola, prendo il primo posto libero che trovo, di solito mi siedo vicino una ragazza piccola e dolce mi parla, mi ascolta, non racconto, mi abbandona e rimango lì sola ancora una volta.
Ritorno a casa, pranzo freddo sul tavolo, mia madre che racconta la sua giornata e chiede se a me è andato tutto bene, rispondo sempre dicendo che va tutto meravigliosamente bene, mento, va a dormire e consumo il mio pranzo da sola.
Finti mal di testa e mal di pancia per non andare a scuola e per rimanere almeno con qualcuno che si prenda cura di me.
Il fatto è che cerco di instaurare rapporti ma non riesco, sono sempre quella strana che rimane in silenzio, mi piace, ma non so.

2 commenti:

  1. Io e te... siamo la stessa persona?

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  2. ehm... credo sia più facile intitolare un post, che la propria vita. nel senso che un post gli dai come titolo anche "la qualunque". capire chi si è mi pare un po' meno facile, se sta a cuore capire davvero.

    ti posso dare un consiglio, esattamente come uno che "non ti capisce", e che proprio per questo, pare la faccia facile, e ti dà un consiglio, che sembra uno che non ti ha capito per nulla?

    buttati nella vita! fa figure di m... fatti "riutare". fatti "accettare". rischia il ridicolo. compi azioni di cui ti pentirai in modo da salvarti dai rimpianti.

    soprattutto... vivi. partecipa. collocati come un elettrone nel posto che la società ti assegna, fosse anche l'ultimo. è da li che inizi a vivere. non autoescluderti. non autoesiliarti dalla vita. buttatici.

    se meriti di più, inizia la risalita anche fosse dall'ultima posizione della graduatoria. ma non startene a casa. va per il mondo! e se il mondo è "troppo", allora va a casa di un'amica. anche se sai che la odierai subito. insomma, va in "controtendenza". non assecondare la tua propensione alla rinuncia.

    il mondo è di chi lo sa "rubare"! perchè non c'è nessuno che lo "meriti". e questa è l'unica chance... oops! ed è già quasi già finita!

    non voltarti!, che allora diventi di sale!

    ;-)


    mi chiamo Viktor e vengo da
    www.boomerang.splinder.com

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